educazione

scrivici ricerca english text campus
2 GIUGNO E AUTISMO
Felicia Pioggia - 4/6/2003
Nel 2003, ANNO EUROPEO DEI DISABILI, il 2 giugno è stata indicata come GIORNATA NAZIONALE DELL’AUTISMO, uno degli handicap meno conosciuti e più diffusi in tutto il mondo, in famiglie di ogni razza, religione e livello economico. Ne è scaturito un passaparola www.autismoinrete.org lanciato da genitori, parenti, amici, conoscenti toccati dall’autismo per richiamare l’attenzione generale e fare chiarezza. L’autismo è un grave disturbo dello sviluppo che si manifesta nei primissimi anni di vita, che altera la comunicazione, il comportamento e l’interazione sociale. Vengono compromessi il linguaggio, la capacità di comunicare, di comprendere, di partecipare alle esperienze sociali e spesso si associano ulteriori disturbi neurologici e sensoriali quali: epilesia sub-clinica, allergie alimentari, problemi gastrointestinali, depressione, ossessioni incontrollabili, deficit dell’attenzione, iperattività. La gamma è la più ampia e comprende le forme più gravi di autismo in cui i bambini possono essere muti, socialmente isolati, gravati da comportamenti stereotipati e con profonda disabilità intellettuale, fino alle forme più leggere in cui gli individui manifestano problemi nella comunicazione e interazione sociale, mostrano scarsa flessibilità o interessi ristretti, ma hanno capacità intellettive e di linguaggio nella norma e hanno una buona riuscita nella vita di tutti i giorni. Si stima una casistica di circa 60.000 casi in Italia con una frequenza di 10-30 casi ogni 10.000 persone per l’autismo e di 60 ogni 10.000 per le forme più lievi di sindrome autistica, tanto che nel passaparola dei genitori si arriva a indicare che su 150 bambini al di sotto dei 10 anni almeno uno possa essere colpito da autismo o da un disturbo correlato. Come decifrare la complessa biologia in grado di produrre una simile ampia gamma di disabilità? Come sviluppare la più adeguata diffusione della competenza degli interventi più idonei a migliorare le condizioni di vita delle persone autistiche e delle loro famiglie? Come si legge su , www.telethon.it , non esiste il gene dell’autismo, ma probabilmente una serie di geni che predispongono alla malattia. I geni implicati sarebbero da 2 a 10, ma si ritiene che la piena espressione clinica del disordine dipenda da complesse interazioni fra la predisposizione genetica ed altri fattori biologici ed ambientali. Il trattamento dei bambini con autismo, anche in considerazione della variabilità del quadro clinico, si basa su programmi di interventi educativi sul bambino, il più possibile precoci ed intensivi, accanto a un parallelo programma di supporto alla famiglia e alla eventuale somministrazione di farmaci contro i disturbi neurologici sotto la guida di centri specializzati. Il prof Ferrante, Direttore Sanitario e responsabile del Laboratorio di Biologia del Centro S.Maria Nascente di Milano, www.dongnocchi.it , in una ricerca resa possibile dal supporto dell’Associazione di volontariato Cieli Azzurri, che si occupa di sostenere le strutture medico-ospedaliere in ambito pediatrico, ha evidenziato il coinvolgimento del sistema immunitario e della molecola HLA nella patogenesi dell’autismo almeno in un sottogruppo di bambini autistici.
L'associazione Cieli Azzurri ha anche sostenuto progetti di intervento psico-educativo rivolti a medici, psicologi, educatori professionali, psicomotricisti, logopedisti, secondo la metodologia TEACCH per bambini e giovani adulti affetti da sintomi tipici dello spettro autistico.

Testata telematica registrata al numero 99
8 febbraio 2002, Tribunale di Milano.
 

2 GIUGNO E AUTISMO  -  4/6/2003

AGIRE SANO  -  24/4/2003

VACCINARE: UN BENE COMUNE  -  17/4/2003